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Lo dichiararono in arresto insieme al potenziale cliente e lo portarono in un posto di polizia, caldo ed affollato, soprattutto di prostitute e dei loro mezzani, oltre ad alcuni ubriachi.

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. Accennò col capo a Giorgio sull'angolo opposto. Poteva diventare spiacevole se Luca non si presentava almeno con un centone ogni notte. Prestito te servizio finanziario. "Se hai un cazzo, una bocca ed un buco di culo, hai tutto quello che serve." Luca arrossì. Prestito a fondo perduto. La prima settimana era stata la peggiore. Qualcuno stava gemendo forte e Luca comprese che era lui. Di quando in quando il cliente cambiava idea e gli chiedeva di succhiarlo. Gettò dei vestiti in un zaino. Tremori di delizia crebbero e si agitarono nel suo inguine, nelle sue palle, nel suo cazzo. Le accuse di suo padre erano continue, i ragazzo era aggressivo, rispondeva male, diceva parolacce a sua madre, non riusciva a mantenere un lavoro, stava fuori ogni notte, andando Dio sa dove. Sapeva che lui non avrebbe dormito.." Aveva pregato esitante sua madre spostando nervosamente lo sguardo da uno all'altro. Provò in un ufficio di assistenza dando un nome falso ed aggiungendo un anno alla sua vera età. Luca mostrava il suo 'il menù' coi prezzi per evitare discussioni: "Dieci per una sega, venticinque per un pompino e una chiavata ottanta cinque." La masturbazione era la cosa più facile, fattibile anche nella macchina del cliente. Il giorno di Natale molte organizzazioni distribuivano un pasto speciale ai senzatetto. La polizia sembrava conoscerlo e dissero che probabilmente era responsabile del fatto che Luca fosse fuori quella notte, ma lui e Nicola negarono fermamente. Il polso spesso gli faceva male e si chiedeva se non fosse affetto dalla sindrome del tunnel carpale, da come aveva sentito descrivere i sintomi. Usai un dito per toccarmi. "Wow", disse Luca dopo, sazio di sesso. "Sei senza cervello, sei stupido, sei bugiardo. Accarezzalo con una mano ed usa l'altra mano per tenermi le palle, vai sotto di me. Loro avevano pagato i loro soldi, lui aveva fatto del suo meglio, non voleva i loro ringraziamenti. Uno spruzzo di pioggia di gennaio lo investì mentre raggiungeva il suo angolo. Li strappò e lasciò i resti sul pavimento. Gli autobus andavano di notte, si recò al capolinea, un biglietto di sola andata, i suoi ultimi soldi. Come la notte che fu arrestato, era già stato con alcuni clienti quella sera, tre seghe, un pompino ed una chiavata, fino a quel momento settantadue Euro. "Così così" disse accortamente. Subito dopo si chiese se non sarebbe stato più assennato tenerlo come isolamento contro il freddo. "Avresti dovuto risparmiarlo. Hai bisogno di un bagno, un taglio di capelli, vestiti nuovi." Fece una pausa. Fai in modo che l'altra persona si senta importante, ricercata. Una sera una banda di adolescenti gli gridò insulti e, quando lui ribattè, lo assaltarono, lo presero a pugni nello stomaco, lo calciarono e se ne andarono coi soldi della giornata. "Vieni e ti prenderò qualche cosa da mangiare" disse. Sentiva lo stomaco vuoto ma la paura sembrò avere arginato tormenti peggiori. Una finestra guardava in strada ed alcuni manifesti di toreri suggerivano che probabilmente Nicola era stato in vacanza in Spagna.

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. Io ti mostrerò cosa fare." Il suo sorriso era caldo, convincente, quasi seducente. Per i lavori in strada, lui e Nicola dividevano con il tradizionale del sessanta quaranta. Luca lo prese, lo appallottolò e lo gettò nella notte. Domani avrebbe dovuto pensare a come trovare del cibo, ma prima doveva passare la notte. In alcuni giorni guarì e decise di non stare mai davanti ai sottopassi col buio anche se in quel periodo c'erano ancora molte persone in giro di sera. Amante, protettore ed aiuto, non aveva il coraggio di dire la parola 'mezzano'. I capelli diventarono lunghi e piuttosto appiccicosi, il sapone liquido dei bagni non era il massimo come balsamo. Era la cosa Luca più simile ad un amico che avesse mai avuto, a parte Nicola. Aveva notato dei brufoli sulla sua faccia ed aveva comprato delle arance per completare la dieta. "Sei un ragazzo non male" disse Nicola. Quelle entità che lo sondavano, la lingua, le dita, anche il suo cazzo adeguatamente rivestito del preservativo, fecero la loro magia. I migliori lavori erano quelli sporadici che Nicola gli trovava nei grandi alberghi, il Grande Albergo con i suoi ascensori di vetro, era suo favorito. Non sentì la porta aprirsi e Nicola entrare fino a che un paio di braccia non gli avvolsero la vita e non sentì un corpo nudo pigiato contro la sua parte posteriore, un cazzo nella fessura tra le sue natiche. Prestito protestato it. Luca rimase sdraiato e sveglio quella notte, pensando ai volti sconosciuti che avrebbe dovuto soddisfare notte dopo notte, finché non sarebbe stato troppo vecchio per essere attraente. I mobili non erano molto diversi da quelli dei genitori di Luca, si era aspettato qualche cosa di più lussuoso, una casa da architetto. Non sembrava comprendere che, nelle poche occasioni che Nicola l'invitava nel suo appartamento, sul suo letto, Luca sentiva lo stesso sentimento opprimente di gratitudine. Quando Nicola mise una mano sulla sua coscia, Luca si tese, ma si sentì anche confortato in qualche modo. Luca stava davanti al magazzino sfavillante di luci ed osservava. Non voleva lasciare niente che ricordasse di lui. Luca tentò di scendere con lui ma sentì un bisbiglio che gli diceva di rimanere ritto. Tu non sei mio figlio." Aveva gridato suo padre, ogni accusa era sottolineata da un colpo alla sua testa. Tornarono alla casa di Nicola e passarono la notte insieme, con Luca aggrappato al corpo di Nicola anche dopo che avevano finito di fare sesso ed era ovvio che Nicola voleva solo girarsi e dormire. Frequentemente gli faceva male il culo. Non capendo a chi di loro il cliente fosse interessato, ambedue i ragazzi rimasero fermi finché la macchina si mosse lentamente e si fermò vicino a Luca. Il tappeto sembrava vecchio ed usato.. "Almeno un pompino." Luca non era sicuro di quello che voleva dire, ma tirò giù la cintura dei boxer di Nicola e liberò il cazzo che restò eretto e sporgente dal suo nido di peli scuri e ricci. Spaventato, quasi in panico, cominciò ad alzarsi. Cento e cinquanta! Avrebbe potuto comprare delle scarpe, un altro paio di jeans forse anche un caldo parka. "Sono un gioco troppo pericoloso." "Ed io scommetto che normalmente tu non parli così" disse l'uomo. Il pavimento era duro sotto le sue natiche, ed il muro ruvido contro la sua schiena. Era stanco e pensava di chiudere lì, ma a Nicola piaceva raggiungere la sua quota. Dopo un momento le sensazioni aumentarono nel suo corpo. Non era molto sicuro di quello che lui si aspettava ma non era sgradevole. Esitò e Nicola gli mise una mano dietro la testa e lo tirò in giù delicatamente. Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Fuori! Fuori dai piedi!" "Ha solo diciotto anni.

Presto un paio nuovo sarebbe indispensabile e lui non aveva idea di come comprarle. La sua faccia, aveva notato specchiandosi in uno specchio di metallo macchiato e distorcente, sembrava più sottile, gli occhi marroni più grandi e più ansioso sotto le ciglia bionde. Contò tre banconote da cinquanta Euro. Improvvisamente comprese dove lo stava conducendo, non in dettaglio, ma capiva grossomodo la direzione. "Lezione due" disse Nicola piano. Mani morbide e sdrucciolevoli per il sapone, vagavano sul suo corpo, sotto le ascelle, tra le sue gambe per pulire il sudore e lo sporco della giornata. Ti troverò una casa dove stare, vestiti da indossare, bei vestiti." Fece una pausa e vide che Luca stava pensando. "Prenderei una birra" disse Luca a cui non piacevano i liquori. C'era un computer su un tavola addossato alla parete più lontana. Merda, se solo non avesse speso tre euro e ventinove centesimi, gli ultimi soldi, per un pacchetto di sigarette. Sistemò lo zaino in modo da colmare il vuoto tra il suo corpo ed il marciapiede. Ma ora devi prenderti cura del cliente." Luca menò più velocemente. Anche se era appena venuto sentì il suo uccello contorcersi. I pochi soldi che aveva venivano dal chiedere la carità. Luca quasi non sentiva gli spruzzi d'acqua calda ed il vapore che stava riempiendo il bagno. " Più tardi Luca era nella doccia a godersi il lusso dell'acqua calda sul suo corpo. Il negozio cominciava ad animarsi di clienti. "Luca." "OK" fece Nicola con un sorriso che rese la sua faccia ancora più attraente. "Non ho mai fatto niente del genere" disse Luca. Una BMW arrivò e si fermò tra i due ragazzi con i lampeggianti accesi. L'acqua scendeva a cascata e loro si strinsero, Luca sentiva il corpo di Nicola contro il suo ed un'erezione crescente come la sua. " Nessun altro posto dove andare eccetto la Grande Città. "Mi chiamo Nicola" disse l'uomo. Il lavoro non era sempre, o spesso, piacevole ma presto Luca arrivò a pensarci come fosse 'solo' un lavoro, solo un'occupazione per raggiungere il più rapidamente possibile quello che voleva. Era un appartamento tipico della zona, troppo piccolo ed un poco deludente, consisteva solo di un soggiorno, una piccola cucina e, attraverso una porta aperta, si vedeva una camera da letto. "Alcuni lo fanno, altri non lo fanno." Luca ci pensò; con quella mano intorno alla sua verga, che si muoveva su e giù, avrebbe fatto qualsiasi cosa. Prestiti Finanziari: cosa sono e perché richiederli. Non precipitarti su di lui come se volessi strappargli le palle." Luca spostò la mano e poi la portò nell'interno della coscia di Nicola, muovendo le dita per grattarla delicatamente. "Whoa" disse, ma era tardi e venne contro la parete della doccia. "Andiamo a casa mia, farai una doccia, prenderai in prestito alcuni dei miei vestiti. Poi Nicola si presentò, Luca aveva dato il suo nome. "Lentamente, entra, prendimelo attraverso i boxer." Mentre parlava faceva la stessa cosa a Luca, ed il tocco di quelle dita sulla pelle era una cosa che non aveva mai sentito prima. I prestiti più richiesti a reggio nell'emilia e provincia. "Potresti guadagnarne mille a settimana, con facilità. "Non sono stupido, non sono bugiardo!" aveva protestato, tentando inutilmente di proteggersi con le braccia e le lacrime gli erano spuntate senza che lo volesse, a diciotto anni non si piange. I vestiti, acquistò originalmente più per moda che perché durassero, stavano disgregandosi, la stoffa sulle ginocchio e sulle natiche si era assottigliata. mentre la lingua si spingeva profondamente nel buco del ragazzo. "Mi spiace" disse con la sua voce naturale. Il terzo giorno del secondo mese incontrò Nicola. "Ora tira giù la chiusura lampo" disse. Era mezza mattina ed il locale era mezzo vuoto; il loro tavolo era in un separè. Il finestrino si aprì con un fruscio elettronico ed una faccia di mezza età, baffi grigi, guardò fuori. Due mani si aggrapparono alle anche di Luca facendolo curvare e facendogli aprire le natiche, poi si mossero sul suo stomaco e scesero a prendergli il cazzo.

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